
Spesso si prendono delle cantonate pazzesche. A volte chi hai davanti è uno che ti fa pensare sappia il fatto suo e invece è pieno di parole vuote che ha imparato a memoria, ma non va oltre la definizione da manuale utente. Te ne accorgi dopo un paio di mesi, quando tu gli poni un problema e quello ti risponde come una ricerca mancata di Google.
Altre volte, hai davanti la persona che tu pensi sia la piu' sbagliata in assoluto per fare qualcosa e invece si rivela una sorpresa. Come fai ad accorgertene? Pura fortuna..in questo caso il fato è l'elemento determinante della selezione.
Ho un certo risentimento contro quelli che selezionano la gente in base a voti e qualifiche. Stupida cosa. Ci sono mille motivi per cui uno può non essere laureato (e la mancanza di voglia di applicarsi spesso non è tra questi) e ce ne sono altrettanti per cui uno può aver ricevuto un voto immeritato all'esame finale. Del resto gli esami universitari sono sottoposti alla soggettività di insegnanti umani, non è il test obiettivo che può farti un computer. Magari quel giorno il professore che hai davanti ha deciso che sarà un giorno infausto per lui e per tutti quelli che gli sono intorno...e amen...c'è poco da fare.
C'è gente di 30 anni che ha un curriculum di tutto rispetto, ma viene scartata a priori dal personale di alcune aziende solo perché non ha una laurea. E c'è anche chi a 30 anni ha una laurea, ma non ha un curriculum di tutto rispetto. Del resto se, nel migliore dei casi, si esce da scuola intorno ai 25 anni è difficile farsi dell'esperienza rilevante in soli 5 anni. Spesso poi chi esce a 25 anni da scuola ha poca voglia di fare la gavetta a 300 euro al mese perché ha altre esigenze, mentre un ragazzo di 18 è più portato ad accontentarsi pur di imparare e, quando arriva a 25, ha già appreso abbastanza concetti base per lavorare speditamente.
Poi ci sono quelli che ti valutano in base agli interessi: "ma toh! collezioni anche tu i fumetti di Corto Maltese come me...devi essere una persona speciale!", ma non fanno assolutamente caso ai tuoi lavori precedenti. Questi sono i pazzi, quelli che pensano che sia meglio avere come collaboratore un amico scarso che un rivale abile...sono la rovina delle aziende.
Su molti dei metodi di selezione del personale, purtroppo, vale la regola che riporta il libro (interessantissimo!) "Google e gli altri. Come hanno trasformato la nostra cultura e riscritto le regole del business." di John Battelle. Battelle la descrive per far capire cos'è che Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google, volevano non accadesse alla loro società (e il libro fa intuire che finora ci siano riusciti).
La regola consiste semplicemente in questo: il fondatore di un'azienda, posto di fronte al problema della selezione del personale, sceglierà delle persone di qualità A perché ha tutto l'interesse a far prosperare la propria società.
A mano a mano che l'azienda cresce, questi A selezioneranno delle persone di qualità B per evitare di perdere il predominio acquisito. Questi B selezioneranno degli C per lo stesso motivo e così via.
Il risultato di tutto ciò è che grandi aziende spesso rischiano di essere formate per l'80 percento da persone del tutto inadeguate al loro ruolo.
Purtroppo basta guardarsi intorno per capire che è una situazione molto frequente anche se, per fortuna, non è "La Regola".




