In Italia abbiamo una cultura dell'"essere speciali" che a volte, anzi quasi sempre, ci rema contro.Ho sentito gente molto piu' ferrata di me in materia, dire che non siamo capaci di lavorare in gruppi, ma, secondo me, non si tratta solo di questo.
Noi dobbiamo essere unici, rincorriamo il mito del genio, siamo tutti Leonardo da Vinci! E anche se si comprende bene che sia abbastanza difficile che tutti, ma proprio tutti gli italiani possano essere Leonardo da Vinci, in fondo dentro di noi sappiamo che noi siamo il genio e gli altri gli stupidi.
Ora nel mio piccolo devo dire che questa cosa è abbastanza fastidiosa. A vent'anni avevo un'agenzia web, non avevo visto un tubo del resto del mondo e facevo a botte col becchino del paese per questioni di stile. Beh errori di gioventu'! Menomale che passa il tempo e capisci che il becchino del paese non ci capisce nulla di grafica, però anche tu hai tanto da imparare e che probabilmente ci sono tanti, ma tanti che come te hanno intrapreso quel cammino e ora ci sanno fare e producono lavori eccellenti.
Poi te ne vai a fare un'esperienza dentro una grossa web agency. Ed ecco lì che ritrovi quell'ansia di apparire, quel mito del tizio che si chiamava X e che ha fatto il sito di radio Deejay (tutti i fighi hanno fatto il sito di radio Deejay e le video attività ferrero...non si sa come mai, ma è così, è un dato di fatto). E vedi gente che sgomita per farsi considerare un mito, un genio. Sì ok...piu' uno ti considera un genio e piu' vieni pagato, e questo può essere un buon motivo per passare da genio, però è una cosa che alle lunghe premia i singoli non l'azienda.
Premessa:
Il genio non lavora da solo e ha bisogno del sostegno di tante persone professionalmente valide. Questo è un dato di fatto e una premessa a quello che dirò dopo. Comunque non c'è dubbio che un genio non può esserlo da solo per il semplice fatto che o realizza tutto dalla A alla Z , e non lo fa nessuno, o appena delega qualcosa a uno meno competente di lui, il lavoro si riduce di qualità e tutto esce fuori molto meno "geniale".
Allora, ecco gli aspetti negativi del genio considerato tale all'interno dell'agenzia web.
Se uno è considerato un genio, in automatico gli altri vengono considerati i sottoposti del genio. Ora sfido chiunque a sentirsi gratificato dal una posizione di inferiorità all'interno di un gruppo.
Se uno è considerato un genio, vorrà imporre le sue idee ai suoi sottoposti. Questo vuol dire che non ci saranno scambi di idee costruttivi.
Il genio verrà pagato di piu' rispetto ai sottoposti. Che dire? Come minimo qualcuno comincerà a domandarsi se effettivamente questo genio vale i soldi che guadagna.
Il genio non vorrà nessuno piu' geniale di lui. Ho visto gente terrorizzata dalle assunzioni! Cercano gente e sperano di non trovarla!
Il genio non è imparziale. Se c'è da premiare un lavoro, di sicuro premierà quello in cui lui ha avuto una parte determinante, magari non prendendo in considerazione lavori altrettanto validi prodotti da altri.
Il genio a volte si comporta in modo scorretto per mantenere la posizione di genio. Ho visto gente inviare email a proprio nome solo per risultare artefici di un progetto...Alla lunga un comportamento del genere esaspera le persone coinvolte nei processi di lavoro.
Il genio non rispetta le procedure. Nessuno può imporgli uno standard perché lui è un essere speciale, solo lui può imporre delle regole agli altri.
Per questo e tanti altri motivi di cui parlerò in una seconda puntata, il genio è il professionista che da piu' problemi all'interno di un'azienda e, non dico di evitarlo come la peste, ma ,in un mondo ideale, il genio va ridimensionato al livello degli altri professionisti del gruppo...e quindi si crea la squadra.
La "squadra geniale" è la risposta "saggia" alle agenzie basate sui singoli geni.
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