domenica, giugno 17, 2007

Il momento DOWN

In questo spazio doveva esserci un post con il titolo What a... ma non è così. Purtroppo non ho potuto seguire le sessioni del Remix perché ero allo stand di Inside a distribuire volantini sui corsi (e anche cappellini e fibbie microsoft: forse potrei essere ricordata piu' per questo fatto che per i corsi...).

Comunque, il Remix è passato da un po' e io avrei dovuto scrivere un sacco di cose in questo periodo, ma sono stata irrimediabilmente colpita dal mio momento DOWN.

I momenti DOWN sono tutti quei periodi di tempo piu' o meno lunghi in cui non mi va di fare assolutamente nulla. Non è che mi manchino le cose da fare, ad esempio, solo per questo blog, dovrei mettere su la grafica che è pronta da un bel po', dovrei inserire una sessione con tutte le frasi celebri mia e dei miei amici e mettere un commento su un libro che ho quasi finito, solo che proprio non trovo la forza, la concentrazione e la costanza per farle.

Per cui dedico questo post al momento DOWN e voglio dare una spiegazione psicologica accettabile di questa condizione prima che si dica sia solo del mero fanca...volismo (uso un termine piu' fine di quello che dovrei).

Il problema è che questo è un lavoro snervante. Si svolge spesso al chiuso e in luoghi umanamente inaccettabili (cantine, garage, seminterrati, uffici invasi dal cemento ecc.), può avere una durata variabile dalle 8 ore standard alle 12 quando ci sono delle consegne ( c'è gente che asserisce arrivi a 14-15-16-24 ma è mitologia: contano anche le numerose pause sigaretta e caffe') , si svolge davanti ad una scatola luminosa che ti uccide la vista e sega le spalle e la cervicale. In piu' spesso si fa come free lance sottopagati e senza assistenza medica.

Insomma, peggio di questo c'è solo il lavoro dei bambini in Cina che cuciono i palloni per la Nike (il loro lavoro è peggio solo perché i bambini non vanno a dire in giro: "Ehi sono un figo, cucio tutto il giorno palloni per la Nike", mentre noi possiamo ben dire "Ehi, sono un Web DESIGNER, un ART, un SENIOR DEVELOPER e mi cieco tutto il giorno per produrre siti per la Coca Cola permettendo al signor Coca Cola di andarsene ai Caraibi e bere alla salute della mia infermità visiva! Yeppa!")

E il riposo! La pennichella post-prandiale! Dove sono finiti e perché sono finiti? Mia nonna dice sempre: "Quando sei stanca ti riposi e ti tornano le forze" ed è una deduzione logica per i tempi in cui è vissuta lei, mentre adesso una frase del genere fa gridare allo scandalo.

Ai suoi tempi un contadino quando era stato 5 ore nei campi, se l'era guadagnato il suo meritato riposo dopo pranzo! Il campo era arato, gli animali accuditi e tutti lo vedevano che il contadino si era dato da fare, mentre adesso fai fai e non produci nulla e ti senti anche un imbecille ad averci messo così tanto tempo per non produrre nulla di concreto.

Quindi, a volte mi prende l'esaurimento da stress da computer, tutt'ora ho il vomito a guardare questo schermo bianco, ma mi sento in colpa perché nella nostra società non è accettabile che qualcuno sia genuinamente stanco e voglioso solo di riposare e soprattutto che non sia pieno di iniziative anche dopo il lavoro quotidiano, quindi mi sforzo di passare questo momento e di ritrovare l'interesse perduto a tutti i costi anche facendomi una violenza come in questo caso.

Però se guardo dalla finestra, questo sole, il caldo di giugno e il mio gatto sdraiato a goderselo non posso far a meno di pensare che non ne vale la pena....per cui, shut DOWN.

1 commenti:

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e